Adoc informa….app spia, aumenti nascosti, pos

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Sarahah, attenzione all’app che vi prende i dati della vostra rubrica senza dirvelo

Secondo quanto riportato dal giornale The Intercept l’app Sarahah, diventata molto popolare nelle ultime settimane, raccoglie i dati della propria rubrica telefonica senza informarne adeguatamente gli utenti, anche sul loro utilizzo. Quando viene installata,sia su iOS che su Android, l’app chiede l’autorizzazione per effettuare l’upload dei contatti della propria rubrica, ma l’avviso è molto vago e non specifica quale sia l’effettivo scopo della raccolta.

“Invitiamo tutti i consumatori che hanno scaricato Sarahah sul proprio smartphone a revocare immediatamente i permessi per l’accesso alla rubrica dalle impostazioni per la privacy del proprio telefono – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – così si potrà evitare, almeno, che l’app continui a inviare la propria rubrica dei contatti ai suoi server, ma non eliminerà i precedenti invii avvenuti dopo aver effettuato l’installazione. La violazione del diritto alla privacy da parte delle app, in particolare quelle gratuite, è sempre più frequente. I nostri dati personali, apparentemente custoditi nel nostro smartphone, non sono così al sicuro come pensiamo. Occorre ripensare completamente le modalità di gestione dei dati da parte delle società, gli utenti hanno il pieno diritto di sapere come e da chi vengono trattati e utilizzati

Aumenti nascosti, serve un intervento europeo per tutelare i diritti dei consumatori

Come introdurre un aumento, anche consistente, di un prodotto o di un servizio senza dichiararlo? Le compagnie di telefonia, sia mobile che fissa, e non ultima Sky hanno trovato l’escamotage del cambio di fatturazione, aggiungendo una mensilità al conto annuo, con un ricarico dell’8,6% a danno dei consumatori.

L’Adoc, che da tempo ha denunciato le anomalie legate al cambio di data della fatturazione, chiede che ci sia un intervento normativo sia a livello nazionale che europeo, per assicurare al consumatore le giuste tutele e fermare questo trend degli aumenti nascosti.

“Molte delle compagnie di telefonia e non ultima Sky hanno nascosto aumenti del proprio canone, nell’ordine dell’8,6%, difficili da far digerire ai consumatori, dietro cambi della periodicità di fatturazione. È una prassi che penalizza gli utenti, ai limiti della pubblicità ingannevole – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – non siamo contrari ad un mero cambio di calcolo della fatturazione, ma questa modifica dovrebbe prevedere una riproporzione delle precedenti condizioni economiche. Ovvero, che anche con il passaggio a 13 mensilità il consumatore non deve subire variazioni dei costi sostenuti. Inoltre, il cambio di fatturazione pone due spinose questioni. La prima riguarda il pagamento con RID: i pagamenti con addebito bancario hanno cadenza mensile solare, per cui il cambio di calcolo della fatturazione a 28 giorni provocherà uno sfalsamento tra tempistiche del RID e della bolletta, con possibile insorgenza di uno scoperto bancario, con eventuale morosità o di errori di calcolo delle spese. La seconda concerne il diritto alla libera scelta e alla comparazione: la diversa cadenza di fatturazione tra operatori mina la tutela della trasparenza e della comparabilità delle condizioni economiche tra le offerte. Per questo chiediamo sia al Governo che all’Unione Europea di affrontare seriamente e concretamente il problema, intervenendo a livello normativo per bloccare queste pratiche commerciali, a nostro avviso, scorrette.”

Un’ulteriore forma di aumento nascosto è la cosiddetta shrinkflation. Nel Regno Unito oltre 2.500 prodotti negli ultimi 5 anni hanno subito variazioni di dimensione o peso per essere venduti allo stesso prezzo.

“La shrinkflation è quel fenomeno per cui le dimensioni di prodotti di largo consumo vengono ridotte ma il prezzo rimane invariato o, addirittura, aumentato – prosegue Tascini – tutto ciò sotto gli occhi del consumatore, che non può rendersi conto delle variazioni minime apportate e che quindi paga di più per avere di meno. A nostro avviso la riduzione delle dimensioni dei prodotti venduti mantenendo lo stesso prezzo è solo un modo subdolo per nascondere un aumento dei costi a danno dei consumatori visto che molto difficilmente si potrà notare il cambiamento. In Italia, al momento, non esiste ancora uno studio in merito ma sarebbe opportuno che Istat e Antitrust comincino ad analizzare tale fenomeno, che causa un danno notevole, sia dal punto di vista economico che di fiducia, al consumatore.”

Obbligo pagamento con POS, serve taglio a commissioni bancarie

Il Viceministro dell’economia, Luigi Casero, ha annunciato la pubblicazione di un decreto che introdurrà l’obbligo di dotarsi di POS e di accettare pagamenti tramite Bancomat per tutti i commerciati, artigiani e professionisti per importi superiori a 5 euro, in base al dettato della Legge di Stabilità 2016. Pena una sanzione a partire da 30 euro.

“Più che una sanzione, per incentivare la diffusione e l’utilizzo dei POS occorre da una parte tagliare sensibilmente le commissioni bancarie, dall’altra prevedere connessioni alla rete stabili, anche nelle zone più remote – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – ad oggi sono i costi di esercizio variabili, quali le commissioni, a pesare sul fatturato degli esercenti, nonché la ridotta velocità di connessione alla rete, visto che ci sono ancora intere aree periferiche non coperte neanche da reti a bassa velocità ed anche nelle grandi città spesso ci sono “blackout” di banda che rendono impossibile utilizzare i POS.”

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