Tra banche e bancoposta gestire il proprio denaro diventa un’impresa…impossibile!

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Un vecchio detto dice “alla morte e al pagamento indugia quanto puoi”.

Ma a quanto pare, quando si ha a che fare con gli istituti bancari, ad indugiare non è chi deve pagare ma chi deve ricevere!

A questo proposito, dalla sede regionale dell’ADOC (l’associazione regionale dei consumatori) fanno sapere che “sono giunte diverse segnalazioni da parte di cittadini che sebbene avessero da tempo domiciliato le proprie utenze presso gli istituti di credito, ad oggi e senza specifiche motivazioni, sono costretti a pagare con bonifico o conto corrente postale per un “mancato raccordo” tra banca e fornitore di servizi”.

E così accade anche ad un ultraottantenne che, pur di pagare le sue bollette del gas, da oltre due anni è costretto a recarsi in banca, a fare code per prelevare e pagare allo sportello, con un aumento di disagi e costi.

Le motivazioni? Nonostante i numerosi reclami, le ragioni restano oscure!

E di questo l’Adoc chiediamo ai responsabili delucidazioni e, soprattutto, una immediata risoluzione della problematica evidenziata dai malcapitati utenti che nulla chiedono se non di poter disporre del proprio denaro secondo le modalità prescelte”.

Ma a finire sotto la lente di ingrandimento non sono solo le banche ma anche Poste Italiane.

Ed invero – prosegue l’Associazione regionale dei consumatori – dopo la prima chiusura degli sportelli ATM oltre l’orario di apertura degli uffici disposta nel febbraio dello scorso anno e la successiva riapertura h24, è di pochi mesi fa la decisione di PosteItaliane di disporre nuovamente la chiusura degli sportelli ATM in concomitanza alla chiusura degli uffici postali, per generici motivi di sicurezza che, di certo non possono ricadere sui cittadini”.

E così, ancora una volta, all’utenza (studenti, cittadini, stranieri, correntisti, titolari di libretti) è inibito l’uso del proprio denaro nella maggior parte dei casi, dalle ore pomeridiane all’indomani mattina (oltre il weekend), costringendola a rivolgersi ad altri istituti bancari, sopportando le relative commissioni.

L’Adoc Puglia quindi ancora una volta invita PosteItaliane a revocare tale decisione, di procedere al rimborso delle commissioni che gli stessi utenti hanno dovuto sopportare per il prelievo del contante presso altri istituti, riservandosi sin d’ora di agire per la tutela dei numerosi cittadini che già si sono rivolti agli sportelli dell’Associazione per sporgere reclamo.

 

 

 

 

 

Ufficio Stampa Adoc Puglia