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posted by IPC ottobre 12, 2017

Bilancio di sostenibilità: oggetto misterioso per aziende e clienti

ROMA – Codacons e Comitas (associazione delle piccole e microimprese) hanno presentato oggi a Roma la relazione “Sostenibilità sommersa”, che ha analizzato il bilancio di sostenibilità di 125 grandi aziende italiane e le aspettative dei consumatori nei confronti del mondo dell’impresa.

Dalla ricerca è emerso come tale documento, che presenta un enorme potenziale sia in favore delle imprese che dei consumatori, non sia assolutamente sfruttato in Italia, e rappresenti un mistero per la quasi totalità degli utenti.

Lo studio di Codacons e Comitas dimostra come solo 0,5% dei consumatori italiani abbia letto almeno una volta nella propria vita il bilancio di sostenibilità di una azienda, ma le cose non vanno meglio nemmeno tra gli addetti ai lavori: tra i portatori di interesse, solo il 14% lo legge, mentre il 63% lo sfoglia distrattamente.

Non solo. “Le imprese italiane investono mediamente nella politica di sostenibilità una percentuale pari allo 0,3% del fatturato, una quota assolutamente inadeguata in Europa” si legge nella relazione.

“Le imprese possono evidenziare, attraverso il bilancio di sostenibilità, un comportamento commerciale trasparente e responsabile ed un’attività compatibile con una crescita sostenibile ed inclusiva al fine di promuovere gli interessi della società, ma non sono state finora in grado di comunicare ed informare correttamente i consumatori” spiegano Codacons e Comitas.

“Un buon Bilancio di Sostenibilità credibile, compreso e apprezzato da Consumatori e PMI, è un “buster” della fiducia; reso accessibile nel linguaggio e consolidato nella diffusione, rinforza il legame con l’Impresa contribuendo alla costruzione di un saldo percorso verso il benessere diffuso, anche per le generazioni future” aggiungono.

Per tale motivo Codacons e Comitas hanno proposto oggi una collaborazione alle Imprese per la valorizzazione del Bilancio di Sostenibilità, attraverso una “Lettera al Consumatore” – già adottata con grande entusiasmo da Ferrarelle, Banca Mediolanum, Gruppo Sias, Sisal, Asdomar, Ferrero – che lo renda accessibile con immediatezza e semplicità, oltre che aperto alla terzietà.

La “Lettera al Consumatore” estrae dal Bilancio di Sostenibilità gli elementi che hanno concorso a determinare il Benessere diffuso, quello che interessa il Consumatore, affinché possa fare la sua parte. Presupposto essenziale è l’accessibilità delle informazioni per individuare le Imprese che implementano azioni concrete per realizzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, con focus sul comportamento verso il territorio, la società ed il mercato in ottica consumeristica, come consigliato dall’Europa e normato dall’Italia.

Sale l’inflazione, cala il potere d’acquisto degli italiani

Di Elena Vertignano Non ci sono ottimi segnali per le famiglie italiane, guardando gli ultimi dati relativi a inflazione e, soprattutto, reddito reale: cala infatti il potere di acquisto, con conseguenze dirette sulle spese dei cittadini. Un campanello d’allarme per le associazioni dei commercianti, che comunque si preparano per la corsa agli acquisti del periodo di Natale.

Le fluttuazioni dell’inflazione

Partiamo come di consueto dai numeri “crudi”: secondo l’Istat, l’inflazione sta salendo e provocando conseguenze negative per le tasche dei consumatori. In dettaglio, il livello registrato ad agosto (1,2 per cento) e quello di settembre (1,1 per cento) si traducono in aggravio notevole per le famiglie, che il Codacons ha stimato essere pari a circa 333 euro in più all’anno per ogni nucleo.
Meno reddito per le famiglie

Di pari passo va la riduzione del potere d’acquisto e del reddito reale delle famiglie stesse, che secondo la Confesercenti nella prima metà dell’anno in corso è stimabile in un calo di 0,3 punti percentuali su base annua. L’associazione dei commercianti segnala che era da quattro anni (per la precisione, dal secondo trimestre del 2013) che non si verificava la diminuzione del potere d’acquisto rispetto all’anno precedente, mentre in termini congiunturali già il 2017 si era aperto con il segno meno.

Fonte ( Codacons Nazionale)

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