Istanza straordinaria al Capo dello Stato, per il caso Taranto

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Codacons, appello al Capo dello Stato Istanza straordinaria contro il decreto fonte: Tratto dal Quotidiano di Puglia.

Il Codacons scende in campo contro il Piano di risanamento ambientale sull’ Ilva e chiede il risarcimento danni per 36 ammalati di tumore di Taranto: è stata annunciata ieri a Lecce la presentazione del ricorso straordinario al Capo dello Stato da parte dell’ associazione ambientalista per ottenere l’ annullamento del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 settembre 2017 e la bonifica delle aree. A esporre il contenuto del ricorso, su cui si esprimerà il Consiglio di Stato, è stato il presidente nazionale di Codacons, Carlo Rienzi, intervenuto all’ Open Space di Lecce insieme al presidente di Codacons Lecce, Luisa Carpentieri, e al figlio di uno dei 36 ricorrenti ammalati di Taranto. In particolare, Codacons ha chiesto la sospensiva del Dpcm in questione anche nella parte in cui non ha previsto le misure necessarie al ristoro dei danni “che i cittadini di Taranto hanno subito e continuano a subire per le emissioni e l’ inquinamento causato dall’ impianto Ilva, soprattutto in considerazione del fatto che vi sono già delle vittime conclamate”. «Paradossale che siano previsti 200 mila euro all’ anno per la pulizia delle strade di Statte e che invece il Piano non abbia contemplato somme a titolo di risarcimento per le migliaia di ammalati», ha commentato ieri il presidente Rienzi. Inoltre, l’ associazione dei consumatori ha chiesto l’ evacuazione dell’ intero rione Tamburi e la sistemazione delle famiglie in abitazioni idonee e lontane dall’ esposizione ai fumi dell’ ac ciaieria tarantina: «La mancata attuazione degli interventi ambientali – si legge sempre nel ricorso – ha comportato evidenti ripercussioni sull’ ambiente e sulla salute dei cittadini di Taranto». In base allo studio specifico effettuato da Regione Puglia nell’ area di Taranto, è emerso come «il tasso di mortalità sia più alto nei quartieri intorno allo stabilimento siderurgico (Tamburi, Borgo, Paolo VI e Statte). Solo nel quartiere Paolo VI, tra il 2008 e il 2014, si è registrato “un aumento del 20% dei tumori maligni, un aumento del 57% dei tumori polmonari e un aumento dell’ 85% di infiammazioni croniche ai bronchi e polmoni. «Chiediamo inoltre alla Regione Puglia di eseguire un’ indagine epidemiologica, avvalendosi dell’ apposito Osservatorio, che sia concentrata sui giovani tarantini, su quanti sono ammalati e su quanti rischiano di ammalarsi – ha aggiunto Rienzi. Infine, l’ associazione ha proceduto a un esposto contro gli avvocati difensori dell’ Ilva “per abuso del diritto”, in quanto, sostengono, la loro attività “è stata volta a ostacolare il pronunciamento dei giudici nel processo penale”. «Lo studio epidemiologico effettuato da “Sentieri” prova un aumento di tumori e infarti a causa delle polveri sottili industriali – ha spiegato poi Luisa Carpentieri -, un aumento dei casi di tumore al seno e alle ovaie e un eccesso di ricoveri della fascia d’ età 0-14 anni: proprio i più piccoli sono quelli a soffrire di più per il grande inquinamento. Inoltre, lo studio evidenzia che c’ è corrispondenza tra l’ andamento produttivo dell’ Ilva e l’ aumento della mortalità». serena costa. (Fonte: Codacons Nazionale)